Data: 29/10/2012 – Roma
La Presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo ha partecipato oggi a Roma al Coordinamento dei Presidenti delle Assemblee delle Regioni a Statuto Speciale e delle Province Autonome.
L’organismo, su iniziativa della Presidente Lombardo, ha approvato un importante Ordine del giorno che impegna i presidenti delle Assemblee del Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano.
Ecco il testo integrale dell’Ordine del giorno.
Coordinamento delle autonomie speciali nell’ambito della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali
I Presidenti delle Assemblee delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano, riuniti a Roma il 29 ottobre 2012, esaminata con preoccupazione l’attuale condizione delle autonomie speciali
CONDIVISO che in materia finanziaria l’autonomia speciale costituzionalmente riconosciuta si deve svolgere nel rispetto degli equilibri di bilancio e concorrendo con lo Stato e con gli altri enti territoriali che compongono la Repubblica, ad assicurare l’osservanza dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea;
VISTI gli atti del Governo riguardanti il funzionamento degli enti territoriali, le modifiche della Costituzione e la nuova manovra economica e di bilancio;
RILEVATO come tali atti manifestano un complessivo disegno di limitazione di tutte le autonomie territoriali e delle regioni nei compiti e nelle prerogative ad esse affidate dalla Costituzione, secondo una visione che oltre che datata si rivela non idonea a finalità di razionalizzazione ed efficienza;
CONSIDERATO che si colpiscono così sia le Regioni sia gli enti locali, ignorando il ruolo rappresentativo ed esponenziale delle comunità, che li chiama a fronteggiare in prima linea gli effetti sociali negativi delle politiche economiche restrittive decise a livello centrale nazionale ed europeo e si mortificano in particolare le assemblee legislative in prerogative loro proprie, sminuendone il ruolo che secondo un principio elementare ed universale è posto a tutela della stessa vita democratica;
CONSIDERATO che si dispongono ulteriori pesantissimi tagli ai trasferimenti in favore delle regioni e ancor più per quelle ad autonomia speciale,
EVIDENZIATO che ogni valutazione delle risorse finanziarie attribuite a ciascuna autonomia deve essere rapportata all’ampiezza ed all’importanza delle funzioni effettivamente esercitate e deve tener conto che il susseguirsi, talora disordinato ed improprio, di manovre finanziarie e di interventi sulla spesa pubblica ha già profondamente inciso sulle autonomie territoriali scaricando su di esse responsabilità ed oneri che le espongono in prima linea rispetto alle urgenze sociali che occorre fronteggiare;
ESPRESSA preoccupazione per il clima in cui maturano gli interventi dell’esecutivo e l’improprio collegamento tra interventi di contenimento dei costi della politica e le iniziative ordinamentali e di modifiche della Costituzione, che non consentono una adeguata e serena valutazione dei delicatissimi temi con queste ultime affrontati;
SOTTOLINEATO che tutte le misure che riguardano l’autonomia organizzativa delle assemblee legislative devono essere assunte col pieno coinvolgimento delle stesse, secondo un elementare principio di garanzia dell’esercizio della funzione legislativa e dei connessi poteri di indirizzo e verifica.
VALUTATO con fortissima preoccupazione che gli atti del Governo mirano di fatto a introdurre, anche con modifiche costituzionali, forme di controllo sulle autonomie e a consentire al Governo ed allo Stato interventi discrezionali di accentramento di funzioni e competenze;
RICORDATO che la Corte Costituzionale ha chiarito, nella sentenza 198 di quest’anno, che gli organi delle regioni e delle province autonome, la loro composizione e le loro funzioni, sono disciplinati dagli Statuti e che l’adeguamento richiede norme di rango costituzionale, pertanto non si possono introdurre limiti e condizioni con legge;
RILEVATO come ne risulta più fortemente minata l’autonomia speciale, rispetto alla quale sembra aprirsi ormai, secondo un sentimento quanto più diffuso e alimentato tanto più irragionevole, un processo di vera e propria neutralizzazione se non cancellazione;
RICORDATO che l’autonomia speciale è sin dal processo costituente aspetto essenziale dell’ordinamento costituzionale, che le singole regioni speciali e province autonome sia pure sorte in tempi diversi e per ragioni differenti, costituiscono la necessaria e naturale declinazione del principio autonomistico fondamentale dell’articolo 5, che si esprime in particolare nella ampia potestà legislativa, ed hanno un espresso e puntuale riconoscimento negli Statuti costituzionali che non possono essere messi in discussione sulla base di esigenze di ordine economico o semplicemente omogeneizzatici (da ultimo Corte Cost. 198 del 2012);
RIBADITO che la specialità ha ancora attuale e saldo fondamento in ragioni storiche, geografiche, culturali, internazionali ed economiche, con sfumature e caratteri diversi per ciascuna delle regioni e province autonome, ma tutte accomunate dall’esigenza di rispondere a tali peculiarità con mirate politiche propriamente regionali;
RICORDATO che la lunga ed anticipatrice esperienza delle regioni speciali e province autonome ha fatto crescere e maturare nelle rispettive istituzioni una capacità di rappresentanza dei territori e delle minoranze in essi insediate, senza la quale rischia di diradarsi e di venir meno il senso di appartenenza delle stesse popolazioni alla Repubblica;
SOTTOLINEATO che pertanto la specialità non può essere considerata un privilegio e una fonte di sprechi, ed è invece necessario che l’interlocuzione con Stato – senza rifiutare il necessario concorso per esigenze unitarie che discendono dalla fase economica e dagli impegni europei – si svolga con istituzioni locali forti e nelle forme proprie di ciascuna specialità, nell’ottica di un confronto franco e rispettoso;
invitano
il Parlamento ed in particolare i parlamentari eletti nelle rispettive circoscrizioni a tutelare nella discussione degli atti in questione le istituzioni autonomistiche e a far valere le prerogative costituzionali e l’attualità delle ragioni delle diverse specialità;
si impegnano
ad intraprendere, in accordo con i rispettivi esecutivi, ogni utile iniziativa per contrastare l’affermarsi di un superato principio di supremazia statale, a contrapporsi in ogni modo alla tendenza di svilire il ruolo storico, istituzionale e rappresentativo delle autonomie speciali, a salvaguardare in tutte le sedi le proprie forme e condizioni di speciale autonomia per la piena attuazione dei principi costituzionali.