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Ganau:distinguere tra regionalismo differenziato e specialità

Data: 20/07/2018

 “Il regionalismo differenziato deve essere ben distinto dalla specialità”. Lo ha ribadito a Roma questa mattina alla ministra per gli affari regionali Erika Stefani, Gianfranco Ganau  presidente del Consiglio regionale e coordinatore  dei presidenti delle Assemblee delle Autonomie a Statuto speciale durante la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e Province autonome.

Il Coordinamento – ha detto Ganau – non vede  contrapposizione tra l’intento perseguito dalle  regioni ordinarie di accrescere funzioni ed ambiti di competenza in applicazione dell’articolo 116 comma 3, ed il rilancio e la attualizzazione della specialità. Fatti salvi gli strumenti di perequazione atti a compensare gli squilibri regionali e a garantire un paritario sviluppo della nazione così come previsto dalla Costituzione entrambi gli obiettivi rispondono infatti ai più avanzati principi costituzionali ed europei di differenziazione e adeguatezza e mirano ad un ripresa di tutte le autonomie regionali e delle province speciali, ma si muovono su piani diversi.

La specialità  ha come fondamento non solo ragioni storiche – identitarie  (quelle etnico-linguistiche-culturali ne sono una parte) ma anche con diversa intensità e articolazione a seconda delle diverse autonomie, ragioni geografiche (quali l’insularità o l’integrazione coi territori transfrontalieri, nella mutata condizione di confine, caratterizzato oggi da alta permeabilità) e ragioni strutturali ed economiche che richiedono politiche generali (non solo settoriali) a forte caratterizzazione regionale capaci di interpretare e rispondere alle specificità dei territori.  Queste ragioni – ha proseguito Gianfranco Ganau  – permangono e sono ancora attuali.  Il coordinatore  dei presidenti delle Assemblee delle Autonomie a Statuto speciale, dopo aver ricordato l’ampio contributo che nel tempo hanno dato le autonomie speciali contribuendo ampiamente a perseguire gli obiettivi del patto di stabilità e della solidarietà nazionale, ha assicurato il pieno impegno da parte delle Regioni a Statuto speciale a  contribuire alla riduzione del deficit dello Stato ma  ha ribadito il rifiuto ad ogni imposizione non concordata in tema dell’entità degli accantonamenti.

 

 

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