CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Ufficio Stampa
Nota stampa della seduta n. 52 antimeridiana
giovedì 6 marzo 2025
Esame del Disegno di legge 40 “Disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo ed istituzionale del sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, n. 24” – approvati gli articoli 5, 6 e 7
Il Consiglio proseguirà i lavori alle 16
La seduta è stata aperta dal presidente Piero Comandini. Dopo le formalità di rito, l’Aula ha proseguito la discussione del disegno di legge n.40 “Disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo ed istituzionale del sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, n. 24” con l’esame dell’art. 5 e dei relativi emendamenti.
Il presidente Comandini ha dato la parola al consigliere Franco Mula (FdI) che ha chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori. «Anche oggi la seduta inizia in ritardo – ha detto Mula – occorre avere rispetto per chi è puntuale». Il presidente Comandini ha replicato dicendo che i lavori iniziano con un quarto d’ora di ritardo come spesso accade durante le sedute del Consiglio.
Il Consiglio è quindi passato all’esame del DdL n.40. Acquisiti i pareri di Commissione e Giunta sugli emendamenti all’art.5, il presidente Comandini ha dato la parola alla consigliera Alice Aroni (Misto) per il primo intervento della giornata: «Iniziamo l’esame degli articoli “burocratici” –ha detto Aroni – Saranno assistiti più pazienti nel Sarrabus, ci saranno più medici di base in Barbagia, saranno abbattute le liste d’attesa? Credo proprio di no. Si tratta di norme farraginose che non faranno altro che creare confusione e appesantire il sistema».
Per Fausto Piga (Fdi), con l’articolo 5 ci si avvicina al cuore della legge: il commissariamento delle direzioni generali delle Asl: «Lo abbiamo definito “poltronificio sanità” – ha detto Piga – è un termine che non mi piace, lo stesso che voi avete utilizzato nella passata legislatura. Ho votato la riforma della sanità varata dalla Giunta Solinas, voi l’avete aspramente criticata ma oggi la applicate anche nella parte della distribuzione degli incarichi. Anzi, è questa la parte a cui riservate più attenzione e non ai problemi veri della sanità». Secondo Piga, il provvedimento in discussione “non riforma nulla, non affronta nessun problema che i cittadini denunciano da anni. Si sta solo perdendo tempo”.
Critico anche Alessandro Sorgia (Misto): «L’articolo 5 interviene sulle procedure di nomina degli organi amministrativi. Siamo di fronte a una norma burocratica che non risolve nessun problema della sanità – ha detto Sorgia – siete ancora in tempo per ritirare questo provvedimento e vararne uno che risponda alle esigenze dei cittadini»
Franco Mula (FdI) ha chiesto chiarimenti all’assessore Bartolazzi sul vero obiettivo della legge: «Si dice che volete rimediare a una schifezza approvata nella scorsa legislatura quando qualcuno dell’attuale maggioranza parlava di “legge-vergogna”– ha detto Mula – ora però quella legge torna utile per le nomine, assistiamo al solito trasformismo, i lupi si sono trasformati in agnelli. State modificando la legge per occupare le poltrone. Assessore, lei è una persona seria,. ci vuol dire cosa pensa davvero di questa pseudo riforma».
Per Cristina Usai (FdI) l’art. 5 fa riferimento alle procedura di nomina di direttori sanitari e amministrativi con l’obiettivo di armonizzare le norme con quelle nazionali: «E’ un articolo che con la scusa della semplificazione punta ad accelerare le nomine. l’unica risposta che si dà con questo articolo è quella ai futuri nominati. Questa norma non dà risposte alle richieste di chi chiede un miglioramento del sistema sanitario regionale».
Sulla stessa linea Corrado Meloni (FdI): «E’ una legge che peggiorerà la sanità sarda. Il testo non tiene conto di nessun contributo offerto dai portatori di interesse durante settimane di audizioni in Commissione. Suggerimenti rimasti lettera morta all’interno dei cassetti delle buone intenzioni».
Il presidente Comandini ha quindi dichiarato chiusa la discussione e messo in votazione l’emendamento n.66 con votazione elettronica. Verificata l’assenza del numero legale, la seduta è stata sospesa per mezzora.
Alla ripresa dei lavori, il capogruppo del Pd Roberto Deriu ha rivolto una richiesta ai colleghi di opposizione: «In questa fase del dibattito si può verificare se da parte dell’opposizione ci può essere la condivisione di una metodologia diversa da quella finora sperimentata?. Si può pensare di discutere fino all’articolo 8 durante la mattinata?».
Al capogruppo del Pd ha risposto il capogruppo di Sardegna al Centro 20Venti Antonello Peru: «Ringraziamo l’on. Deriu ma la questione va discussa in Conferenza dei Capigruppo».
Il presidente Comandini ha quindi sospeso nuovamente la seduta e convocato la Conferenza dei Capigruppo.
Alla ripresa dei lavori, il presidente Comandini ha rimesso in votazione l’emendamento n.66 che è stato respinto. Bocciati anche tutti gli altri emendamenti soppressivi.
Si è quindi passati all’esame degli emendamenti all’emendamento n.286 (sostitutivo totale dell’art.5).
L’aula ha bocciato il n.575. Sul 450 è intervenuto l’on. Fausto Piga che ha sottolineato le numerose assenze tra i banchi dell’opposizione: «Forse è il caso di chiamare la presidente Todde per serrare le fila. Lo spettacolo in Aula è imbarazzante. Se volete approvare la norma dovete garantire il numero legale».
Voto favorevole all’emendamento ha annunciato anche Stefano Tunis: «C’è evidentemente un ordine della “Maga Circe” che ha suggerito ai colleghi della maggioranza di tapparsi le orecchie di fronte ai canti delle sirene. Confidiamo che alla fine si spieghi cosa si sta approvando».
Paolo Truzzu (Fdi) rivolto alla maggioranza ha detto: «Il vostro silenzio ha l’obiettivo di irritarci. Voi avete una chiara intenzione di farci perdere la pazienza. Rimane però il problema politico. Questa norma non piace a nessuno».
Posto in votazione, l’emendamento n.450 è stato respinto. (Psp)
Il Consiglio regionale ha quindi approvato l’emendamento della Giunta n. 286 sostitutivo totale dell’articolo 5. Il testo approvato è il seguente: “L’articolo 5 del DL 40/A: è sostituito dal seguente: “Art. 5 – Elenchi regionali degli idonei alle cariche di vertice aziendali delle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale. Modifiche all’articolo 13 della legge regionale n.24 del 2020. 1. Il comma 1 dell’articolo 13 della legge regionale n. 24 del 2020, e successive modifiche e integrazioni, è sostituito dal seguente: “1. Gli elenchi regionali degli idonei alle cariche di direttore amministrativo e di direttore sanitario sono costituiti ed aggiornati, previo avviso pubblico e selezione effettuata in conformità alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 171 del 2016 e in ossequio al principio di semplificazione dell’azione amministrativa, con apposita deliberazione della Giunta regionale, da parte di una commissione, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, nominata dalla Giunta regionale su proposta dell’Assessore regionale competente in materia di sanità, composta da esperti di qualificate istituzioni scientifiche indipendenti, di cui uno designato dalla Regione, che non si trovino in situazioni di conflitto d’interessi, e siano di comprovata professionalità e competenza nelle materie oggetto degli incarichi. A seguito dell’insediamento dell’organo di vertice dell’Azienda, il direttore generale, entro i successivi sessanta giorni, conferma o sostituisce il direttore amministrativo, il direttore sanitario e il direttore dei servizi socio-sanitari, se nominato”.
L’approvazione è arrivata dopo gli interventi critici della minoranza. Paolo Truzzu (capogruppo di FDI) ha evidenziato che l’emendamento viola le norme di trasparenza e che la Giunta sta mortificando anche il Consiglio visto che non è stata presa in considerazione la proposta della minoranza di consentire che il Consiglio nomini alcuni componenti della commissione. Alice Aroni (Misto) ha dichiarato voto contrario “poiché aderisco alla valutazione fatta dalla Direzione generale della presidente Todde, che nella relazione inerente all’analisi tecnico-normativa del 21 agosto 2024 ha dichiarato che la stessa è inutile”. E ha aggiunto che con “l’approvazione renderete il mondo giuridico più complicato e aprirebbe anche spazi di contenzioso, anche se tutto questo articolato aprirà un pesantissimo contenzioso prima con lo Stato, poi con i direttori generali e quindi con i cittadini”. Aroni ha anche chiesto conferma del fatto “che voi abbiate abrogato con questa norma l’articolo 13 della legge numero 24 del 2020 che prevedeva che i componenti della Commissione potessero farne parte una sola volta”.
Per Umberto Ticca (capogruppo dei Riformatori) questo articolo è simbolico di un atteggiamento e di tutta una legge. Per i consigliere la maggioranza avrebbe potuto accogliere la proposta della minoranza. Per Gianluigi Rubiu (FdI) l’emendamento 286 “ancora una volta certifica e dimostra la volontà di questa maggioranza di non voler dialogare in nessun modo con il Consiglio”. E ha aggiunto che “questo organismo vi servirà solo come scudo protettivo per poter poi dire all’aula e al mondo esterno “ma in realtà se è occupato questo organismo, non siamo noi che abbiamo deciso”. Rubiu ha parlato anche di “mortificazione del Consiglio” perché le scelte non possono essere fatte in Giunta. Per Antonello Peru (capogruppo di Sardegna al centro 20Venti) il testo in esame non ha niente a che fare con una legge di riforma, perché non riforma. Credo, ha detto, che questo provvedimento farà piangere i sardi.
Il presidente Comandini ha quindi aperto la discussione sull’articolo 6 “Modifiche all’articolo 18 (Trasferimento di presidi ospedalieri) della legge regionale n. 24 del 2020” e sugli emendamenti. Dopo il parere della commissione e della Giunta sugli emendamenti, il presidente ha dato la parola alla consigliera Alice Aroni (Misto), che ha affermato che il titolo del articolo 6 dovrebbe essere “trasformazione di due importanti ospedali in pacchi postali”, “che possono essere spostati senza troppe premure”. Aroni ha sottolineato che “il Microcitemico viene prima liquidato con una frase con la quale lo si trasferisce al Brotzu e poi decidete, successivamente, con un emendamento frettoloso, senza riascoltare nemmeno i portatori di interesse, che diventi un ospedale pediatrico dove però vengano assistiti solo bambini”. Per la consigliera se la Giunta avesse ascoltato i lavoratori, l’assessore avrebbe capito che al Microcitemico c’è la presa in carico dei pazienti dall’età pediatrica a quella adulta e che la maggior parte delle persone assistite sono adulte. E ha aggiunto che al Microcitemico si curano anche cronicità. Aroni ha ricordato alla Giunta e alla maggioranza che i lavoratori del Microcitemico hanno cercato di far capire alla Commissione Sanità e alla Giunta come far traslocare il reparto dei talassemici per fare spazio alle altre strutture pediatriche oggi al Brotzu fosse un grave errore. La consigliera ha ricordato che 200 su 230 lavoratori hanno raccolto le firme per manifestare la loro ferma contrarietà a questo ennesimo spostamento di azienda. Aroni ha, infine, sottolineato che “l’articolo prevede lo spostamento del Microcitemico senza neppure uno straccio di motivazione”. Su trasferimento dell’ospedale Marino di Alghero alla Asl, Aroni ha sostenuto che è frutto della non conoscenza del DM 70. Per Alessandro Sorgia (Misto) si tratta di una nuova riforma che non serve a nulla e che rischia di peggiorare l’attuale collasso del sistema sanitario regionale, come non serve potenziare Ares. Il consigliere ha ricordato il giudizio negativo espresso dalla Cgil e che il 13,7 % dei sardi rinuncia alle cure. Per Sorgia i problemi da risolvere sono altri: i posti letto, i medici di famiglia, i pediatri, l’assenza di una rete territoriale che restituisca a tutti, nei centri urbani e in tutte le aree interne o più periferiche, l’accessibilità alle cure. Sull’accorpamento Microcitemico-Brotzu ha affermato che “spaventa tutti” e che più 90% dei medici del Microcitemico non è d’accordo con questo accorpamento.
Sul caso dell’ospedale di Alghero, infine, ha ricordato che il Consiglio comunale di Alghero ha approvato, all’unanimità, un ordine del giorno contro il trasferimento del Marino alle Asl.
Per Maria Francesca Masala (FdI) non si tratta di una riforma. “L’obiettivo di questa modifica dovrebbe essere quello di garantire un miglioramento dell’efficienza, un rafforzamento dell’assistenza territoriale, un utilizzo più razionale delle risorse disponibili”, ha detto.
Per la consigliera “qualsiasi riorganizzazione che implichi il trasferimento di presidi ospedalieri deve avvenire con il massimo coinvolgimento delle comunità locali, degli operatori sanitari e degli enti territoriali”. E’ importante assicurarsi che questi trasferimenti non comportino disagio ai cittadini, specialmente per coloro che vivono nelle aree più disagiate, ha detto, dove l’accesso ai servizi sanitari è già di per sé stesso complesso.
Franco Mula (FdI) ha ricordato che i problemi della sanità sono altri e ha citato il caso della figlia di un paziente oncologico deceduto, in cura al San Francesco di Nuoro, che ha parlato di “mancanza di umanità nell’ospedale nuorese”. Mula ha proseguito parlando di una sanità nuorese che vive una situazione di degrado totale e di pazienti che non possono contare su quella sanità e assistenza che meriterebbero. (eln)
Dopo Mula ha preso la parola il consigliere Fausto Piga (FdI) rivolto alla maggioranza: “Siete masochisti, la legge non piace a nessuno e manco a voi. Eppure volete votarla. Ma siete anche cinici, perché sapete che questa riforma non cambierà nulla ma quel poco che cambia rischierà di provocare un corto circuito nella sanità sarda”. Sempre dai banchi di FdI il consigliere Corrado Meloni: “La maggioranza è in sofferenza e il suo malessere provoca queste assenze. A voi interessa un solo risultato, il commissariamento delle aziende. Del resto non vi importa ed è una vergogna”.
Per Truzzu (FdI) “l’articolo 6 è l’emblema di questa legge e contiene tutto ciò che vi interessa fare. La vostra responsabilità è aver creato un clima da baionetta anche tra i lavoratori della Sanità”.
Per Ticca, capogruppo dei Riformatori, “per mettere mano al sistema sanitario regionale ci vorrebbe anzitutto capacità di ascolto e condivisione delle scelte.
L’Aula ha respinto l’emendamento 74 e tutti gli emendamenti all’emendamento 287 della Giunta, che è stato invece approvato provocando la decadenza di alcuni emendamenti dell’opposizione. Approvato anche l’emendamento 288 della Giunta.
L’emendamento 287 e 288 all’articolo 6 prevedono rispettivamente l’attribuzione ad Areus di un ruolo di coordinamento nel caso di grandi emergenze sanitarie e l’attualizzazione delle date entro cui prevedere il trasferimento del Microcitemico al Brotzu e del Marino di Alghero all’Azienda sanitaria 1 di Sassari.
Oltre all’articolo 7 l’Aula ha approvato anche gli emendamenti di Giunta 289 e 290. Il primo prevede l’interpretazione autentica delle norme che istituiscono il numero unico di emergenza 112 e il numero per le cure non urgenti 116117.
Il secondo, invece, contiene modifiche al piano regionale dei servizi sanitari.
L’opposizione ha chiesto poi una sospensione dei lavori e alla ripresa il presidente Comandini ha comunicato che l’Aula riprenderà alle 16. (c.c.)