Nota stampa della seduta n. 51

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 51 pomeridiana 

mercoledì 5 marzo 2025

 

Esame del Disegno di legge 40 “Disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo ed istituzionale del sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, n. 24” – approvati gli articoli 3, 3 bis, 4 e 4bis.

Il Consiglio si riunirà domani, 6 marzo, alle 10

La seduta è stata aperta dal presidente Piero Comandini. Dopo le formalità di rito, l’Aula ha proseguito la discussione del disegno di legge n.40 “Disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo ed istituzionale del sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, n. 24” con l’esame dell’art. 3 e dei relativi emendamenti.

Acquisito il parere di Commissione e Giunta sugli emendamenti, il presidente Comandini ha dato la parola alla consigliera Alice Aroni (Misto) che ha espresso un giudizio negativo sull’articolo 3: «Non si tratta di una norma che riduce le competenze di Ares ma crea un’altra centrale di committenza. Per farlo servono risorse che non vengono indicate in legge – ha detto Aroni – l’articolo 3 inoltre non prevede il commissariamento del direttore generale di Ares, nominato dalla Giunta Todde. Sarà l’unico Dg a non essere interessato dallo spoil system. Questo articolo ha la funzione di ricreare Ats, un mostro burocratico cancellato con la precedente riforma».

Ha quindi preso la parola Fausto Piga (FdI): «Mi sarei aspettato oggi di vedere in aula la presidente Todde dopo la figuraccia fatta ieri dalla maggioranza che non ha garantito il numero legale per ben due volte – ha detto Piga – sulla sanità i cittadini non sono soddisfatti, il centrodestra poteva fare di più ma dal Campo Largo ci saremmo aspettati un cambio di rotta. L’unica cosa che avete messo in campo in 12 mesi è il commissariamento dei direttori generali delle Asl. Sorprende che l’Ares, che volete riordinare e riorganizzare, non sarà commissariata. Questo perché avete nominato voi il nuovo direttore. Questo articolo mette in luce le contraddizioni della maggioranza. Non state facendo gli interessi del popolo ma i vostri». Piga ha poi proseguito il suo intervento entrando nel merito della norma: «State rafforzando il ruolo di Ares, questo comporterà dei conflitti con le Asl. Alla fine il risultato sarà il commissariamento dell’assessorato alla Sanità. Dando questi poteri ad Ares si torna indietro di 7-8 anni».

Critico anche Alessandro Sorgia (Misto): «Il nuovo direttore di Ares avrà più potere dell’assessore alla Sanità – ha detto Sorgia – sarebbe utile sapere cosa ne pensa Bartolazzi. L’unica cosa che si vede in questo provvedimento è l’aumento esponenziale delle funzioni di Ares. Più che un’azienda di servizi sarà simile all’Ats, questo peggiorerà la situazione del sistema sanitario». Sorgia ha poi definito il Disegno di legge “inutile e dannoso” entrando nel merito dell’articolo 3: «Si sta creando una nuova centrale di committenza  dando ad Ares la gestione dei contratti del personale e funzioni in materia di contabilità. Si tratta però di norme confuse e generiche che occorre spiegare meglio».

Anche Cristina Usai (FdI) ha espresso forti perplessità sull’impianto normativo del provvedimento: «In particolare l’art.3 più che una norma assomiglia a un rebus – ha detto Usai – si interpreta la legge 24 del 2020 con un’altra legge creando ulteriore confusione. Il vero obiettivo è il commissariamento dei direttori generali delle Asl, provvedimento che si poteva fare con un semplice atto assessoriale».

Per Stefano Schirru (Alleanza Sardegna) l’atteggiamento della maggioranza rende chiaro il loro imbarazzo per la “riformina” della Sanità: «Con l’art.3 si cerca di demandare le funzioni di coordinamento all’Ares – ha detto Schirru – abbiamo visto in questi ultimi 5 anni che è cresciuto il peso della burocrazia, questo articolo sembra scritto da un medico e non da un amministrativo. Sarà uno egli elementi su cui far leva per impugnare la legge. Una delle criticità è la gestione dei fondi contrattuali. Anche la creazione di una centrale di committenza toglie funzioni alle singole Asl dotate di personale altamente qualificato per portare avanti queste procedure. Ares non deve occuparsi di questo. Le aziende sanitarie devono essere autonome».

Corrado Meloni (FdI) ha ribadito le critiche espresse negli interventi dei giorni scorsi: «Lo stesso capogruppo del Pd ha definito questo Ddl un provvedimento di ambito ridotto – ha detto Meloni – non produrrà quindi effetti. L’obiettivo vero è il commissariamento dei Dg, questione che ha creato frizioni nella maggioranza. E’ un’occasione sprecata. Si poteva portare in Aula una norma che accogliesse le indicazioni date dai portatori di interesse. Questo non è stato fatto». Meloni ha poi bocciato le previsioni dell’art. 3: «Si vuole potenziare Ares creando un apparato elefantiaco. Sarebbe stato più opportuno invece ridimensionare le competenze di Ares. La cosa più utile da fare è sospendere il provvedimento e pensare ad approvare la finanziaria. Una volta varata la manovra di bilancio si può riprendere con le audizioni per dare risposte concrete ai cittadini che chiedono una sanità migliore».

Contrarietà all’art. 3 è stata espressa anche da Francesca Masala (FdI): «La scelta di rafforzare Ares è sbagliata e dannosa, allontana la sanità dai territori e priva le Asl della loro autonomia gestionale – ha detto Masala – la centralizzazione delle funzioni amministrative non farà altro che appesantire il sistema. La Sardegna ha territori diversi e diverse necessità. Accorpare tutto in una sola struttura significa non voler tener conto di queste diversità. Ciò comporterà forti ritardi nelle risposte. Noi crediamo in un sistema più vicino ai cittadini».

Franco Mula (FdI) ha esordito utilizzando un proverbio in lingua sarda “A paraulas macas origas surdas”. «Significa che davanti a parole stolte si fa finta di non sentire – ha detto Mula – questo dibattito è diventato penoso. L’assessore Bartolazzi ci vuole spiegare qualcosa? La maggioranza ha deciso di non intervenire, ma sarebbe utile capire il perché di certe scelte. Ci sono norme incomprensibili. Non si capisce cosa volete fare se non commissariare le Asl. Ci sta tutto ma non capiamo che riforma volete attuare».

Negativo anche il giudizio di Gigi Rubiu (FdI): «Riformina o leggina: non sappiamo come chiamare questo provvedimento – ha detto Rubiu – stiamo dando un pessimo esempio, quello di chi vuole esercitare il potere senza trovare soluzioni. La legge non nasce da un’analisi seria delle criticità e dalla volontà di migliorare i servizi sanitari ma da una maggioranza che ha solo un obiettivo: sostituire i vertici delle Asl con uomini di fiducia». Rivolto all’assessore Bartolazzi, Rubiu ha poi detto: «Ci sono alcuni medici che stanno salutando i colleghi annunciando la loro nomina a direttore generale delle Asl. Si tratta di persone che hanno già vissuto questa esperienza. Personaggi che hanno già fallito nelle precedenti legislature».

Antonello Peru (Sardegna al Centro Venti/20) ha parlato di legge confezionata dalla Giunta e non dalla maggioranza: «Lo si capisce dal fatto che nessuno dei consiglieri intervenga – ha detto Peru – questa legge non produrrà effetti. L’articolo 3 viene presentato come una proposta che vuole cambiare le cose ma in realtà è una norma priva di sostanza e contenuti. Questo disegno di legge non è una riforma né una riorganizzazione del sistema. In poche parole non affronta le criticità della sanità. L’unica vera riforma è quella della legge 24 del 2024, a questa occorre dare gambe. Questo provvedimento non la sopprime ma adegua qualcosina. L’obiettivo prevalente è quello spartitorio, la distribuzione delle cariche. Ritirate questo testo».

Il capogruppo di Fdi Paolo Truzzu ha espresso apprezzamento per le dichiarazioni del collega Lorenzo Cozzolino (Orizzonte Comune) che ha bocciato la riforma: «Per questo lo ringrazio – ha detto Truzzu – che questa non sia una riforma lo ha detto anche il capogruppo del PD Roberto Deriu. Nonostante sia questo un provvedimento di corto respiro si poteva ragionare insieme su alcuni obiettivi. L’articolo 3 prova ad introdurre qualcosa: c’è il tentativo di riportare qualche attività all’interno delle Asl limitando i poteri di Ares. La cosa che dispiace è che ci si sia limitati agli appalti e ai contratti. Dall’altro lato invece si potenzia Ares a danno dell’assessorato. Uno dei problemi è che l’assessorato, nel corso degli anni, sia stato depauperato di personale e competenze». Secondo Truzzu il comma 2 dell’art.3 presenta inoltre profili di incostituzionalità: «Questo espone la norma a un’impugnazione da parte del Governo. Si dice che Ares deve entrare nella gestione delle singole aziende. Questo non si può fare».

Conclusi gli interventi, il presidente Comandini ha messo in votazione l’emendamento n.38 che è stato respinto. (Psp)

Dopo la votazione dell’emendamento 38 l’on. Tunis (Sardegna 20/20) ha illustrato l’emendamento 414 (uguale al 548) contestando ancora una volta il valore del provvedimento in discussione. “Confidiamo che l’assessorato alla Sanità possa tornare alla normalità”. 

Anche l’on. Truzzu (FdI) ha annunciato il voto favorevole  all’emendamento e ha aggiunto: “Avete una straordinaria capacità di scrivere norme ai confini della illegittimità costituzionale”. Critica anche Alice Aroni (Udc), che ha parlato delle “riserve dei sindacati su questo testo di legge”. Per Piga (FdI) “nel consiglio regionale non ci sono balconi e non potrete festeggiare come quando avete abolito la povertà. Ci vorranno almeno due anni per vedere a regime questa riforma, dopo che avrete nominato i commissari. E non è detto che questo Consiglio regionale e questa giunta durino due anni. Avete in mano una pistola e non la sapete usare”. A seguire il consigliere Sorgia (Lega).

L’emendamento 414 è stato respinto con voto elettronico.

Sul 447 ha preso la parola l’on. Truzzu che ha detto: “Vorremmo farvi evitare l’ennesima figuraccia, soprattutto all’assessore Bartolazzi. Questo comma è illegittimo”.

No dell’Aula agli emendamenti 447, 448, 549, 415, 416, 422, 434, 543, 544, 545, 546, 547. Sul 550 l’on. Piga ha annunciato il voto favorevole e così anche l’on. Sorgia, che ha chiesto una breve sospensione dei lavori per una riunione di minoranza dopo il voto sull’emendamento 550. Il consigliere Corrado Meloni (FdI) si è rivolto a giunta e maggioranza: “Già non avete idee, se non mettete nemmeno soldi che risultati potranno mai arrivare?”.  Col voto elettronico anche l’emendamento 550 è stato respinto e il presidente Comandini ha sospeso i lavori come richiesto dall’opposizione.  (c.c.)

Alla ripresa dei lavori non è stato approvato l’emendamento 551 e annunciata la votazione dell’emendamento 553 sono intervenuti per dichiarazione di voto favorevole i consiglieri Truzzu (FdI), Piga (FdI), Piga (Misto-Lega), Talanas (Fi), Meloni (FdI), Rubiu (FdI), Aroni (Misto-Udc), Ticca (Riformatori), Cocciu (Fi), Maieli (Fi), Usai (Fi), Tunis (S 20Venti), Masala (FdI), Floris (FdI), Peru (S20Venti), Urpi (S 20Venti), Sorgia (Misto-Lega), Tunis (S 20Venti). Dopo una breve sospensione dei lavori, l’emendamento non è stato approvato con 32 voti contrari e 21 favorevoli. Non approvato a scrutinio elettronico neanche l’emendamento 555 (32 no e 21 sì) dopo le dichiarazioni di voto favorevoli dei consiglieri Truzzu (FdI), Piga (FdI), Tunis (S 20Venti), Ticca (Riformatori), Talanas (Fi), Meloni (FdI), Rubiu (FdI), Sorgia (Misto-Lega), Usai (FdI), Maieli (Fi), Aroni (Misto-Udc), Floris (FdI), Chessa (Fi). (A.M.)

L’Aula ha esaminato l’emendamento 283 della Giunta, che recita “L’articolo 3 del DL 40/A è sostituito dal seguente: Art. 3 – Istituzione dell’Azienda regionale della salute (ARES). Modifiche e interpretazione autentica dell’articolo 3 della legge regionale n.24 del 2020.

“1. La lettera a) del comma 3 dell’articolo 3 della legge regionale n. 24 del 2020, e successive modifiche e integrazioni, è sostituita dalla seguente: “a) centrale di committenza per l’acquisizione di forniture e servizi per conto delle aziende socio-sanitarie locali, dell’azienda ospedaliera ARNAS “G. Brotzu”, dell’AREUS, delle aziende ospedaliero-universitarie e dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna ai sensi dell’articolo 63 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici). Nell’esercizio di tale funzione può avvalersi della centrale regionale di committenza di cui all’articolo 9 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (Legge finanziaria 2007), e successive modifiche ed integrazioni. La stipulazione dei contratti di appalto per la quota di spettanza delle aziende socio-sanitarie locali, dell’azienda ospedaliera ARNAS “G. Brotzu”, dell’AREUS, delle aziende ospedaliero-universitarie e dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna di lavori, servizi e forniture, la gestione e l’esecuzione dei medesimi di qualsiasi importo, compresi quelli in essere, compete alle predette aziende ed enti destinatari dell’appalto, fatta salva la gestione di eventuali contratti relativi a funzioni centralizzate delegate all’ARES oppure ad altro soggetto aggregatore con atto dell’assessorato regionale competente in materia di sanità. Le aziende socio-sanitarie locali, l’azienda ospedaliera ARNAS “G. Brotzu”, l’AREUS, le aziende ospedaliero-universitarie e l’Istituto zooprofilattico della Sardegna acquistano forniture e servizi nei limiti di cui all’articolo 63 comma 2 lettera a) del decreto legislativo n. 36 del 2023 e successive modifiche ed integrazioni, salvo quanto attribuito all’ARES ed inserito nella programmazione ai sensi dell’articolo 37 del decreto legislativo n. 36 del 2023 e successive modifiche ed integrazioni. La competenza in materia di lavori è assegnata alle aziende socio-sanitarie locali, all’azienda ospedaliera ARNAS “G. Brotzu”, all’AREUS, alle aziende ospedaliero-universitarie e all’Istituto zooprofilattico della Sardegna in relazione alla titolarità del patrimonio immobiliare, salvo quanto esplicitamente assegnato all’ARES con deliberazione della Giunta regionale. Con atto dell’assessorato regionale competente in materia di sanità sono definite, in raccordo con l’ARES, le modalità anche di subentro nei contratti in essere in capo all’ARES alle aziende sanitarie della Sardegna destinatarie dell’appalto, i relativi criteri applicativi e gli ambiti di intervento da parte del medesimo assessorato regionale competente in materia di sanità;” 2. La lettera c) del comma 3 dell’articolo 3 della legge regionale n. 24 del 2020 si interpreta nel senso che nella gestione delle competenze economiche del personale delle aziende sanitarie regionali è ricompresa la declinazione dei criteri generali al fine di garantire l’omogeneità delle retribuzioni accessorie, parametrate in base a criteri omogenei di graduazione delle strutture e delle funzioni dirigenziali e degli incarichi funzionali organizzativi e professionali, secondo le direttive dell’Assessorato regionale competente in materia di sanità e sulla base degli atti aziendali delle aziende sanitarie. 3. La lettera e) del comma 3 dell’articolo 3 è sostituita dalla seguente: “e) “gestione del proprio bilancio e omogeneizzazione dei bilanci e della contabilità delle aziende socio-sanitarie locali, dell’azienda ospedaliera ARNAS “G. Brotzu”, dell’AREUS, delle aziende ospedaliero-universitarie e dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna”.

Il testo è stato approvato dall’Aula, dopo la modifica illustrata nell’emendamento orale da Giuseppino Canu (Sinistra Futura), che ha l’obiettivo di far rientrare la fisica medica nell’area sanitaria e che prevede di inserire un articolo 3 bis, che modifica la legge 24 del ‘20 al comma 3 lettera i.

Sull’emendamento orale sono intervenuti Antonello Peru (S20Venti), che ha espresso voto favorevole, come il collega Franco Mula (FdI), che però ha aggiunto che non condivideva niente dell’emendamento 283 e ha chiesto all’assessore di spiegare la ratio dell’emendamento. Favorevole anche il voto di Paolo Truzzu (capogruppo di FdI) e di Fausto Piga (FdI), che ha però ribadito la richiesta all’assessore di illustrare l’emendamento “visto che non è stato fatto in commissione”  e che sostituisce totalmente articolo 3.

Il presidente Comandini ha quindi aperto la discussione sull’articolo 4 e sugli emendamenti. Dopo il parere della Commissione e della Giunta, conforme, l’Aula ha approvato gli emendamenti 284 e 285, entrambi della Giunta.

L’emendamento 284 sostituisce l’articolo 4 con il seguente: “L’articolo 4 del DL 40/A, è sostituito dal seguente: “Art. 4. Organi dell’Ares. Soppressione del coordinamento dei direttori generali delle aziende sanitarie del SSR.  1. Il comma 8 dell’articolo 4 della legge regionale n. 24 del 2020 è abrogato”.  L’emendamento 285 inserisce l’articolo 4 bis. “Art. 4 bis Modifiche all’articolo 11 della legge regionale n. 24 del 2020. Istituzione del coordinamento dei direttori generali delle aziende del sistema sanitario regionali presso l’Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’assistenza sociale.1. All’articolo 11 della legge regionale n. 24 del 2020, dopo il comma 12 è inserito il seguente: “12 bis. Ai fini dell’attuazione delle attività di monitoraggio, nonché al fine di garantire il perseguimento di un’azione omogenea e coordinata tra le aziende di cui all’articolo 2, pressol’assessorato regionale competente in materia di sanità, è istituito il coordinamento dei direttori generali delle aziende medesime di cui all’articolo 2. Il coordinamento dei direttori generali è convocato e presieduto dall’Assessore regionale competente in materia di sanità. L’Assessore regionale competente in materia di sanità, con proprio decreto, d’intesa con il Presidente della Regione disciplina la struttura, il funzionamento e l’organizzazione del coordinamento dei direttori generali, specificandone le funzioni. Ai componenti del coordinamento dei direttori generali non sono corrisposti compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati”.Il presidente Comandini ha sospeso i lavori e ha convocato una Conferenza dei capigruppo. Al rientro in aula, il presidente ha chiuso la seduta e ha convoco il Consiglio per domani, giovedì 6 marzo, alle 10. (eln)

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