Nota stampa della seduta n. 47

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 47 Antimeridiana 

martedì 25 febbraio 2025

Via libera al terzo mese di esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l’anno 2025.

Il Consiglio approva la proposta di legge n.78 con la quale la Regione delega ai Consorzi di Bonifica la manutenzione dei compendi ittici.

 

Cagliari 25 febbraio 2025 –I lavori del Consiglio regionale sono stati aperti dal presidente Piero Comandini. Dopo le formalità di rito, l’Aula ha iniziato l’esame del primo punto all’ordine del giorno: il disegno di legge 79/A “Ulteriore proroga dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l’anno 2025”. Sull’ordine dei lavori ha chiesto di intervenire Franco Mula (Fratelli d’Italia) per ricordare che oggi dovrebbe essere presentato un ordine del giorno sui problemi legati al granchio blu.

Il presiedente Comandini ha, quindi, dato la parola al presidente della Terza commissione, Alessandro Solinas (M5S), per la relazione di maggioranza. “Il disegno di legge in esame, approvato dalla Giunta regionale il 18 febbraio 2025 con deliberazione n. 10/26, è stato prontamente trasmesso al Consiglio regionale e assegnato alla Terza Commissione, che lo ha esaminato e approvato nella seduta del 20 febbraio 2025. Il provvedimento, licenziato con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e l’astensione dei gruppi di opposizione, dispone che l’esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l’anno 2025, autorizzato fino al 31 gennaio 2025 con legge regionale 17 dicembre 2024, n. 21 e prorogato con legge regionale 30 gennaio 2025, n. 1 al 28 febbraio 2025, sia ulteriormente prorogato, con le stesse modalità, fino al 31 marzo 2025. La Commissione, sentita l’illustrazione da parte dell’Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, ha condiviso, infatti, la necessità di autorizzare l’ulteriore proroga in considerazione dei tempi tecnici necessari per l’esame da parte del Consiglio regionale del Programma regionale di sviluppo 2024 – 2029 e dei documenti costituenti la manovra di bilancio 2025- 2027 approvati dalla Giunta regionale. Tanto premesso, al fine di assicurare continuità contabile nella gestione finanziaria della Regione, si rappresenta la necessità che il testo venga approvato da parte dell’Aula entro il termine del 28 febbraio 2025”. Solinas ha concluso ringraziando colleghi per il lavoro costruttivo fatto in Terza commissione, anche se con approcci differenti.

Come relatore di minoranza è intervento Fausto Piga (Fratelli d’Italia), che non ha risparmiato critiche alla maggioranza per aver rinviato ulteriormente l’esame della Finanziaria. Per Piga è evidente che c’è un problema politico, evidenziato dai continui ritardi su tutti i temi. “La realtà – ha detto – ha superato l’immaginazione” e ha aggiunto di essere indignato dalla condotta politica pressapochista e litigiosa della maggioranza che ha portato al terzo mese di esercizio provvisorio. Per il consigliere c’era tutto il tempo per approvare la manovra di bilancio “ma avete preferito fare altro”. Per Piga c’è il serio rischio che la Finanziaria sia approvata ad aprile (accaduto solo una volta). “Il prezzo dei vostri ritardi saranno pagati da sindaci, imprese, famiglie e cittadini”, ha detto dando la responsabilità alla presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha imposto una precisa agenda politica, secondo Piga, commissariando di fatto il Consiglio regionale. “Il Consiglio non può essere ostaggio dei capricci della presidente Todde”, ha detto. La priorità, ha continuato, doveva essere approvare la Finanziaria e mettere in sicurezza i conti della Regione. Piga ha poi avvertito la maggioranza che non dovrà pretendere che la minoranza rinunci alle sue prerogative per velocizzare l’iter. L’opposizione si prenderà tutto il tempo necessario per esaminare e approvare la migliore Finanziaria possibile. Per il consigliere questa legislatura non è ancora iniziata, ha parlato di fallimento del Campo largo e si è detto dispiaciuto per il Pd che si è fidato del M5S. Piga ha anche letto le dichiarazioni rese in aula, nella scorsa legislatura, dall’assessora Desirè Manca, che diceva alla maggioranza  “vergogna” per l’approvazione dell’esercizio provvisorio.

Il presidente Comandini, rispondendo al consigliere Piga, ha affermato: “Questa Presidenza e questo Consiglio regionale non sono commissariati da nessuno. Questa Presidenza è libera di decidere l’ordine del giorno dei lavori e gli argomenti da portare in discussione e lo ha sempre fatto in piena democrazia”. Il presidente ha concluso: “Non accetto la parola commissariamento”.

Giuseppe Talanas (Forza Italia) ha sottolineato che la responsabilità di questo ulteriore rinvio non è dell’assessore Meloni o del presidente della Terza commissione, Alessandro Solinas, ma dall’intera maggioranza. Per il consigliere la situazione è gravissima: non c’è un motivo valido per portare un terzo mese di esercizio provvisorio. Si portano invece, ha continuato, provvedimenti che richiederanno settimane di lavori, e ha detto: “Non accetteremo il restringimento dei tempi: perché il provvedimento della sanità si poteva portare in aula dopo la Finanziaria”.  La minoranza  utilizzerà tutto il tempo necessario per approvare la migliore Finanziaria possibile per la Sardegna. Talanas ha esortato la maggioranza a fare autocritica e a spiegare perché non si sta portando la Finanziaria in Aula.

Stefano Schirru (Misto) ha detto di comprendere l’imbarazzo dell’assessore Meloni a chiedere il terzo mese di esercizio provvisorio, ricordando che la Finanziaria è uno strumento fondamentale per affrontare le emergenze della Sardegna. Il consigliere ha ricordato la richiesta d’aiuto arrivata dall’Anci per approvare con urgenza la Manovra, mentre stasera in aula entrerà il DL 40 sulla sanità. Schirru ha, poi, affermato, che se la priorità era quella di commissariare le Asl, la maggioranza poteva farlo dopo l’approvazione del bilancio. Il consigliere ha esortato la maggioranza alla responsabilità, ricordando che le esigenze sono tante e che non si può amministrare senza una Finanziaria approvata. Tra l’altro, secondo Schirru, la “riformina” che arriverà stasera in Aula non potrà risolvere i problemi della sanità, perché si stanno tagliando interventi che prevedono maggiori oneri.

Franco Mula (Fratelli d’Italia) si è detto meravigliato di come si possa pensare di portare in aula il testo sulla sanità, che ha lo scopo di sostituire i direttori generali, e di rimandare l’esame della Finanziaria. Il consigliere, rivolgendosi alla Giunta, ha preannunciato che si batteranno per il  riconoscimento del riequilibrio territoriale per le aree più povere del Nuorese, Oristanese e Sulcis. Mula ha poi aggiunto che non basterà un altro mese di esercizio provvisorio, perché la Finanziaria non verrà approvata prima di maggio, visti i tempi tecnici da rispettare. Mula ha chiesto che si inizi subito l’iter della Manovra, ascoltando le istanze della minoranza e dei territori.

Per Stefano Tunis (Sardegna al Centro 20Venti) “A furia di tirare a campare alla fine si tirano le cuoia”. Per il consigliere c’è un problema politico interno alla maggioranza e alla Giunta. “Questo esercizio provvisorio, ha detto, non sarà l’ultimo”. Per Tunis il problema politico è nella Giunta regionale, perché non sta funzionando e non sta arrivando il flusso politico. Il Consiglio sta lavorando sia in aula sia nelle commissioni. Per l’esponente della minoranza serve una soluzione, che non può essere quella di “galleggiare in una deriva che sta facendo male alla Sardegna”, ricordando che la gran parte del Pil dell’Isola si basa sulla spesa pubblica e, quindi, bloccare la spesa blocca l’economia della Sardegna. Per Tunis è arrivato il momento di restituire la parola agli elettori.

Umberto Ticca (capogruppo Riformatori sardi) ha espresso solidarietà all’assessore Meloni “che non ha responsabilità. Se fosse stato per lui, ha detto, a gennaio avremmo già avviato l’esame della Finanziaria”. Ticca ha ricordato che questo ritardo renderà difficile spendere le risorse nei tempi previsti. Anche per l’esponente della minoranza c’è un problema politico: l’attuale maggioranza e la Giunta hanno scelto di anteporre altri provvedimenti alla Finanziaria. “È stata fatta una scelta politica”, ha detto ricordando il grido d’allarme arrivato dai sindaci e dai territori. Il consigliere ha anche evidenziato che il disegno di legge 40 era stato approvato a settembre, “non è accettabile che venga anteposto alla Finanziaria” perché c’era la possibilità di fare tutto nei tempi giusti. Anche il capogruppo dei Riformatori ha avvisato la maggioranza di non pensare, dopo tutto il tempo perso, di velocizzare l’iter della Finanziaria appellandosi alla responsabilità dell’opposizione, perché il ruolo della minoranza è di approvare la migliore Finanziaria possibile. (ELN)

 

Ivan Piras (Fi) ha criticato il ritardo con il quale la maggioranza procede nell’approvazione della finanziaria («fisiologico il ritardo a dicembre ma oggi rappresenta un cronico disagio che dubitiamo possa cessare nei trenta giorni di proroga»). L’esponente della minoranza ha quindi ricordato le penalizzazioni che derivano al sistema Sardegna dall’esercizio provvisorio, soprattutto per le amministrazioni locali. «La maggioranza non ha un orizzonte strutturato – ha affermato Piras – e soffre di una nevrosi sulla sanità, proprio mentre alla Sardegna serve un cambio di passo repentino per programmare investimenti e risorse in favore della crescita e dello sviluppo».

«Che cosa sarebbe accaduto a parti invertite?», con questa domanda polemica, il consigliere di Forza Italia, Gianni Chessa, ha introdotto il suo intervento critico nei confronti della presidente della Regione, della Giunta e della maggioranza, con particolare riferimento al Movimento 5 Stelle («come cambiano le cose quando si va al governo»). L’esponente della minoranza ha posto l’accento sulla mancanza di programmazione e l’assenza di stanziamenti certi per dare risposte alle emergenze della Sardegna. Chessa ha esplicitato la richiesta dei gruppi di opposizione: «Portiamo in Aula la legge finanziaria e poi discutiamo della legge sulla sanità che senza risorse non potrà risolvere nessuno dei problemi che attanagliano i sardi». Quindi l’appello all’assessore della Sanità, Bartolazzi: «Faccia un passo indietro per farne due avanti e ritiri il Dl 40».

Il consigliere Rubiu (FdI) ha ribadito “solidarietà” all’assessore del Bilancio per la richiesta all’autorizzazione all’esercizio provvisorio ed ha puntato il dito sulla responsabilità della presidente della Regione: «L’assessore Meloni si ritrova da solo a gestire un tema spigoloso, come è l’assenza della legge finanziaria, mentre la Todde non è presente pur essendo la regista dell’operazione che crea ritardi e danni alla Sardegna». A giudizio del consigliere della minoranza la proroga all’esercizio provvisorio della Regione “certifica un fallimento politico e istituzionale” e testimonia che “la maggioranza è sfilacciata e confusa”. Rubiu ha quindi definito il Dl 40 “un aborto di riforma e una legge di buoni propositi senza le risorse”.

La consigliera Cristina Usai (FdI) ha ribadito la priorità dell’approvazione della legge finanziaria rispetto all’esame della legge sulla sanità ed ha invitato la maggioranza a valutare “quanto sia grave il danno che si sta facendo con una altro mese di esercizio provvisorio”. «Serviva mettere in sicurezza il bilancio della regione – ha insitito l’esponente della minoranza – anche alla luce del clima di instabilità e incertezza in cui si opera».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento della sua collega di gruppo e di partito, Francesca Masala (FdI): «Senza un bilancia tutto si complica e a pagare saranno i più deboli». «Rinviare l’approvazione della finanziaria – ha aggiunto l’esponente della minoranza – significa creare incertezze e mettere in difficoltà imprese, famiglie e enti locali».

La consigliera Alice Aroni (Misto-Udc) ha ricordato quanto le opposizione avevano a suo tempo denunciato sui ritardi nell’approvazione del bilancio («l’avevamo detto che ci sarebbe stato il terzo mese di esercizio provvisorio e oggi dimostrate di non essere stati capaci di fare due cose insieme»). A giudizio dell’onorevole Aroni, l’esercizio provvisorio certifica “il dilettantismo della giunta” ed è “il simbolo di una Regione che naviga a vista”. L’esponente della minoranza ha quindi invitato l’assessore della Programmazione “a portare in Aula la legge finanziaria” ed ha affermato: «La Giunta non ha visione politica e si dimostra capace solo di lottizzare e occupare scranni».

Rivolgendosi alla presidente Todde ha dichiarato: «La presidente ritiene che a lei non si applicano le norme e le leggi e vede complotti e macchinazioni ovunque mentre dovrebbe dirci, dopo aver accusato le Asl dei ritardi nell’approvazione dei loro bilanci, se oggi che è in ritardo nell’approvazione del bilancio della Regione deciderà di commissariarsi o di dichiararsi decaduta».

«La notizia non è terzo mese di esercizio provvisorio, anche perché ci sarà pure il quarto, ma il fatto che un provvedimento tecnico sia diventato un problema politico». Con queste parole, il capogruppo di FdI, Paolo Truzzu ha posto al centro, per criticarla, la scelta politica della maggioranza (dare precedenza alla riforma sanitaria rispetto alla finanziaria) per evidenziarne i danni e le penalizzazioni per l’intero sistema Sardegna. «Lo avete fatto – ha affermato l’esponente della minoranza – perché la maggioranza è avviluppata in una matassa politica e la presidente della Regione per motivi propagandistici ha annunciato il varo di una riforma sanitaria che non risolverà i problemi dei sardi». «Discutiamo di ciò che è utile alla Sardegna – ha insistito Truzzu – e cioè del bilancio, perché tutto il resto non ci porterà a niente».

Il capogruppo di Sardegna 20Venti, Antonello Peru, ha lamentato l’assenza di spiegazioni da parte della maggioranza («è ostaggio di qualcuno?») e ha ribadito l’importanza della finanziaria come strumento programmatorio: «L’esercizio provvisorio è uno strumento emergenziale ma oggi non c’è un’emergenza perché assistiamo ad un capriccio e a un braccio di ferro che anche i consiglieri della maggioranza subiscono». Quindi l’appello alla maggioranza: «Spogliamoci delle logiche di schieramento e concentriamoci su una scelta coraggiosa, lavorando insieme su cinque punti strategici, aree interne, eccellenze agricole, energia, turismo e misure per colmare il divario tra le diverse aree dell’isola». (A.M.)

 

Dopo l’on. Peru ha preso la parola l’on. Giuseppe Meloni, assessore al Bilancio e vicepresidente della Regione: “Abbiamo intrapreso una strada, quella di evitare una finanziaria tecnica perché pensiamo che non faccia l’interesse dei sardi. Le esperienze negative, l’avanzo di bilancio che produceva nuovi avanzi nella precedente legislatura, ci hanno determinato in questo senso”.

 Per l’oratore “quando viene la compensazione che era stata assicurata dal governo Draghi sulle minori entrate, stiamo parlando di 150 milioni di euro in meno nel bilancio. E questo è soltanto un caso che ci ha portato, con altri casi e circostanze, a fare altre scelte sul bilancio e potrete vederle nelle prossime settimane. Per questo faccio appello alla minoranza pur prendendoci la responsabilità dei ritardi: se l’opposizione tiene tanto alle risorse del sistema degli enti locali sono convinto che rinuncerà all’ostruzionismo e in 37 giorni riusciremo a migliorare il testo e ad approvare la manovra”.

Il presidente Comandini ha messo in votazione il passaggio agli articoli e poi l’articolo 1 del dl 79/A. Su questo l’on. Tunis (Sardegna 20/20) ha detto:  “In questi casi ci si aspetta che l’assessore pianga ma gli do atto che lo ha fatto con grande dignità. Una cosa è la solidarietà ma un’altra e la complicità: Noi non saremo complici”.

Per dichiarazione di voto anche Piga (FdI) ha aggiunto: “L’assessore Meloni è l’assessore che ogni presidente sogna perché fa lavoro di squadra e si prende anche responsabilità non sue”. Contrario anche l’on. Franco Mula (FdI), che ha annunciato “con dispiacere verso l’assessore Meloni, che stimo, il voto contrario”.  

Anche Paolo Truzzu (FdI) ha dichiarato il voto contrario: “Vi state piegando a un capriccio da irresponsabile della presidente, la finanziaria non entra in aula perché la presidente vuole che si affronti ora il dl 40. E’ la prima volta che si va in esercizio provvisorio per motivi politici e non tecnici”. Per l’on. Aroni “non sono chiare le parole dell’assessore Meloni. Che c’entra la minoranza davanti alle vostre scelte? Invece i Riformatori hanno con Ticca riaffermato il concetto della responsabilità: “E’ vostra la responsabilità, voi avete scelto di anteporre altre misure rispetto alla finanziaria.

Dello stesso tenore l’intervento dell’on. Schirru (Alleanza Sardegna) mentre per il capogruppo del Pd, l’on. Deriu, “visti gli elogi in corso, tengo a sottolineare che non solo il Pd adora l’assessore Meloni ma si sta attrezzando per venerarlo. Quanto ai tempi della manovra, si sappia che avete dieci giorni della manovra che ci potrete donare, al fine di accorciare i tempi di approvazione”.

Per Forza Italia l’on.. Cocciu “il bravo assessore Meloni non può spalmare le responsabilità su di noi perché ha una grande struttura al lavoro. La sfortuna dell’assessore Meloni è la presidente Todde, cioè l’assenza di un vero comandante. A voi la riforma sanitaria serve soltanto a sbattere fuori direttori generali e metterci qualcun altro. Voi non potete dare lezioni di pulizia politica a nessuno, cari colleghi di Cinque stelle”.

Da Sardegna 20/20 l’on. Urpi ha annunciato il voto contrario: “Non ci sono motivazioni tecniche per ricorrere ancora all’esercizio provvisorio”. Anche Peru (FdI) ha detto alla maggioranza: “Se si arriva a maggio non è nostra responsabilità e sarete voi a dirlo ai cittadini sardi, alle imprese e ai sindaci, che aspettano il fondo unico”.

Per l’onorevole Fasolino (Riformatori) “al di là della mia stima verso l’assessore Meloni è grave la scelta politica fatta, portare una riforma sanitaria che è una riformina, nulla che cambi lo scenario, prima della Finanziaria”.

Da Forza Italia l’on. Gianni Chessa ha detto: “Mettiamoci d’accordo sui temi importanti come la sanità e portiamoli avanti tutti assieme. Non rispetto però l’arroganza della presidente Todde”.

Dal partito della presidente si è levata la difesa dell’onorevole Solinas contro il collega Chessa: “Toni cafoni e sessisti i suoi, chieda scusa alla presidente”.

L’articolo 1 è stato approvato e poi l’articolo 2. A seguire approvato in votazione finale anche il Dl 70/A.

Il presidente Comandini ha messo in discussione la proposta di legge 78/ A (Deriu e più) sulla delega ai consorzi di bonifica per la manutenzione dei compendi ittici della Sardegna. Il dispositivo modifica la legge 6 del 2008. La proposta è stata illustrata dall’onorevole Antonio Solinas, presidente della commissione Attività produttive. “Molte risorse stanziate non sono mai state spese in questi anni  e non è una novità che il Consiglio chieda ai consorzi di occuparsi di beni propri, che hanno bisogno di opere di manutenzione come gli stagni della Sardegna. I lavori non saranno a spese degli agricoltori, lo chiariamo a tutti sin d’ora ma dalla Regione”. Solinas ha presentato un emendamento sull’assegnazione delle risorse ai Consorzi.

Per FdI l’on. Rubiu “si tratta di una modifica radicale e temiamo che si snaturi il senso di servizio alle aziende agricole che ha caratterizzato i consorzi di bonifica. E lo state facendo soltanto per affrontare i problemi dell’Oristanese visto che queste funzioni non interessano altri territori sardi”.

A seguire per Forza Italia l’on. Emanuele Cera ha detto: “Questa legge va totalmente riformata, a questo punto dobbiamo assegnare competenze importanti ai consorzi. Perché sono operativi, hanno mezzi e sono sollecitati dai Comuni”. (C.C.)

 

A favore della proposta di legge si è espressa Maria Laura Orrù (Avs) che ha però sollecitato interventi immediati per evitare morie di pesci nelle lagune: «Va benissimo la proposta di legge se aiuta in questa fase ma apriamo un ragionamento sulle procedure di emergenza. Occorre evitare il rischio ambientale e sociale».

Sulla stessa linea anche Alessandro Solinas (M5S): «E’ questa un’occasione per avviare un nuovo modello di gestione dei compendi ittici. Non dobbiamo farci spaventare dal cambiamento. Vista la situazione delle lagune che in gran parte si trovano nella Provincia di Oristano, ritengo che questa sia una buona soluzione. Un segnale della volontà della Giunta per porre rimedio a un problema atavico. La Regione non può avere un ruolo secondario visto anche le risorse che trasferisce ogni anno ai Consorzi di Bonifica».

Voto a favore ha annunciato anche il capogruppo di FdI Paolo Truzzu: «Voteremo a favore di questa proposta di legge. La Commissione ha accolto i nostri suggerimenti, occorre però tenere presente che i Consorzi di Bonifica sono soggetti privatistici che sviluppano interessi pubblici. E’ sempre meglio ricordarlo per evitare confusioni. Si possono dare altri compiti ai Consorzi ma sempre tenendo conto di questa distinzione. La Regione non può dire a un Consorzio di privati cosa deve fare con le risorse proprie. E’ un rischio che la Regione non deve mai correre».

Per l’assessore all’agricoltura Gianfranco Satta il Consiglio dimostra grande responsabilità mandando avanti il provvedimento: «E’ una norma di grande portata. La Regione ha destinato negli ultimi anni 14 milioni di euro ai compendi lagunari, due dei quali nell’ultima variazione di bilancio – ha detto Satta – auspico un voto unanime visto anche il grande senso di responsabilità manifestato dalle opposizioni». Satta ha poi concordato con il consigliere Truzzu sulla natura privatistica dei Consorzi di Bonifica: «E’ però vero che la Regione trasferisce ai Consorzi per le spese di funzionamento 32 milioni di euro all’anno – ha detto l’assessore – di questo non si può non tenere conto».

Il presidente Comandini ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato.

Via libera anche all’articolo 1 “Delega ai consorzi di bonifica per la manutenzione dei compendi ittici della Sardegna” e all’emendamento orale presentato dal presidente dalla Quinta Commissione Antonio Solinas che modifica le parole “previo trasferimento” in “previa assegnazione”, all’articolo 2 “Norma Finanziaria” e 3 “Entrata in vigore”. L’Aula ha poi approvato all’unanimità il testo finale della legge con 47 voti a favore su 47 votanti. Il presidente Comandini ha quindi dichiarato chiusa la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno nel pomeriggio alle 15. (Psp)

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